Una delle frasi che sentiamo ripetere più spesso è: “Il corpo parla”.
È una frase che mi piace, ma che secondo me deve essere compresa bene.
Non significa che ogni dolore nasconda necessariamente un trauma, che ogni tensione abbia una causa emotiva precisa o che sia possibile leggere il corpo come se fosse un dizionario.
Significa qualcosa di molto più semplice.
Il nostro corpo partecipa alla nostra vita.
Il corpo vive quello che viviamo noi
Quando siamo sotto pressione possiamo irrigidire le spalle.
Quando siamo preoccupati possiamo modificare il modo in cui respiriamo.
Quando trascorriamo otto ore davanti a un computer il nostro corpo inevitabilmente si adatta a quella posizione.
Anche il sonno, l’attività fisica, il lavoro, le abitudini quotidiane e naturalmente le condizioni fisiche influenzano il modo in cui percepiamo il nostro corpo.
Per questo, quando una persona arriva da me lamentando una tensione, non mi interessa soltanto sapere “dove fa male”.
Mi interessa sapere come sta.
Come vive le sue giornate.
Se quella tensione è comparsa improvvisamente oppure è presente da molto tempo.
Come percepisce il proprio corpo.
Sono informazioni che aiutano a costruire un trattamento realmente personalizzato.
Psicosomatica non significa inventare cause emotive
Nel mio lavoro utilizzo anche un approccio psicosomatico.
Ma psicosomatico non significa automaticamente attribuire un significato psicologico a ogni sintomo.
Significa ricordarsi che corpo e mente non sono due mondi completamente separati.
Emozioni e corpo dialogano continuamente.
Lo sappiamo anche dall’esperienza quotidiana: arrossiamo quando siamo imbarazzati, sentiamo il cuore accelerare quando abbiamo paura, possiamo percepire lo stomaco chiuso prima di una situazione importante.
Questo non significa però che un disturbo fisico debba essere ignorato o spiegato esclusivamente attraverso le emozioni.
Quando esiste un problema medico, la figura di riferimento rimane naturalmente il professionista sanitario.
Tornare alla percezione del corpo
Durante un massaggio succede qualcosa che nella nostra vita quotidiana facciamo sempre meno: prestiamo attenzione alle sensazioni.
Ci accorgiamo di una zona che non pensavamo fosse così rigida.
Sentiamo il respiro cambiare.
Percepiamo quanto fosse difficile rilassare una spalla o una mano.
Iniziamo semplicemente ad ascoltare.
Ed è proprio questo aspetto che considero uno degli elementi più importanti del lavoro olistico.
Il massaggio non è soltanto qualcosa che “viene fatto” al corpo.
Può diventare un momento in cui impariamo nuovamente a sentirlo.
E forse è proprio questo il significato più interessante della frase “il corpo parla”.
Non dobbiamo necessariamente interpretarlo.
A volte dobbiamo soltanto ricominciare ad ascoltarlo.


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