Quando si sente parlare di “massaggio olistico” è facile immaginare qualcosa di molto particolare o spirituale.
In realtà il significato della parola è molto più semplice.
“Olistico” deriva dal concetto di totalità.
Significa considerare la persona nel suo insieme anziché osservare soltanto una singola parte del corpo.
Non esiste un corpo separato dalla persona
Supponiamo che una persona arrivi dicendo di avere continuamente le spalle tese.
Naturalmente durante il massaggio lavoreremo anche su quella zona.
Ma può essere utile osservare contemporaneamente la postura, la respirazione, le abitudini lavorative e il modo in cui quella persona percepisce complessivamente il proprio corpo.
Per me il lavoro olistico nasce proprio da qui.
Non applicare automaticamente una tecnica, ma cercare di capire chi ho davanti.
Il primo incontro
Prima di iniziare un trattamento dedico sempre qualche minuto al dialogo.
Chiedo alla persona che cosa l’ha portata da me, come si sente e se esistono zone particolarmente sensibili o problematiche.
È importante inoltre segnalare eventuali patologie, interventi chirurgici, gravidanza, terapie in corso o condizioni che potrebbero richiedere particolari precauzioni.
A quel punto possiamo decidere quale trattamento utilizzare.
A volte la persona arriva chiedendo un particolare tipo di massaggio e scopriamo insieme che una modalità differente potrebbe essere più adatta in quel momento.
Non tutti hanno bisogno dello stesso massaggio
C’è chi ama un massaggio intenso.
Chi invece riesce a rilassarsi soltanto attraverso un tocco molto delicato.
Chi ha bisogno soprattutto di rallentare.
Chi arriva dopo un periodo di grande attività fisica.
Chi desidera semplicemente dedicarsi un’ora.
Il corpo cambia e anche le esigenze cambiano.
Per questo non credo molto nei trattamenti completamente standardizzati.
Preferisco che sia la tecnica ad adattarsi alla persona e non la persona a doversi adattare alla tecnica.
Anche l’accoglienza fa parte del trattamento
Quando parlo del mio lavoro utilizzo spesso tre parole: ascolto, empatia e attenzione.
Perché un massaggio può essere tecnicamente perfetto, ma credo che la qualità del contatto dipenda anche dalla capacità di creare uno spazio nel quale la persona possa sentirsi tranquilla e rispettata.
Il trattamento comincia, in un certo senso, ancora prima di salire sul lettino.
Comincia dal modo in cui ci si incontra.
Il massaggio come momento di consapevolezza
Naturalmente molte persone vengono a ricevere un massaggio perché vogliono semplicemente stare meglio e rilassarsi.
Ed è già un’ottima ragione.
Ma nel tempo il lavoro corporeo può anche diventare un’occasione per conoscere meglio le proprie sensazioni.
Scoprire quando tratteniamo il respiro.
Riconoscere una tensione prima che diventi troppo intensa.
Percepire quando abbiamo bisogno di fermarci.
Prendersi cura del proprio corpo non significa necessariamente fare qualcosa di complicato.
A volte significa soltanto concedersi il tempo necessario per sentirlo.


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